Chiamaci allo 045 54 97 42

La chiesa di San Pietro martire a Sorio nel Comune di San Giovanni Lupatoto

La chiesa di San Pietro martire a Sorio nel Comune di San Giovanni Lupatoto

14

set

La chiesa di San Pietro martire a Sorio nel Comune di San Giovanni Lupatoto

Architettura

L'interno.

Si presenta ancora in buono stato di conservazione, tutta la struttura muraria è intonacata con malta e tinteggiata di bianco a calce, il presbiterio si presenta ben conservato e ricoperto da un ciclo di affreschi dei primi decenni del XVII secolo restaurati nel 1973. Essi sono stati dipinti su un intonaco di malta sottile con sabbia e calce, i colori sono vivaci e finiti a tempera e rappresentano, racchiusi in riquadri: sulle pareti i dodici apostoli che guardano la Madonna assunta in cielo; sulla volta due gruppi di tre angeli che cantano e guardano anch'essi la Madonna dipinta nel riquadro centrale. Il pittore ha lavorato su uno schema vecchio che può riferirsi alla pittura veronese del tardo '500.

L'intervento di restauro (del 1980) ha provveduto anche al risanamento della muratura dall'umidità ascendente attraverso il taglio alla base di tutta la struttura e con interposizione di materiale isolante. In quell'occasione si è potuto costatare quale fosse la reale consistenza del paramento, costituito appunto da grossi ciottoli dell'Adige di dimensione variabile e da qualche mattone, il tutto legato con malta. Tale intervento è facilmente riconoscibile all'esterno in seguito ai rappezzi della malta, ma soprattutto all'interno in quanto ha danneggiato la parte bassa delle pareti affrescate del presbiterio.

Il pavimento della chiesa si presenta in mattoni disposti di piatto a spinapesce, notevolmente impregnati di umidità comunque ancora in buono stato di conservazione.

Le strutture della copertura sono state realizzate in modo diverso per i tre volumi della chiesa. La navata si presenta con quattro capriate in legno, anch'esse recentemente restaurate, che reggono le terzere, gli arcarecci e le tavelline in cotto su cui si appoggiano i coppi. Il presbiterio è voltato a botte e diviso dalla navata, come già detto, da un arco a tutto sesto, trionfale, interamente affrescato con stemmi di famiglia su malta di calce e sabbia fine; nell'intradosso è decorato con foglie, fiori e frutti; è appoggiato alla muratura su due cornici con modanature a gola diritta e listelli, che fungono da capitelli di colonne solo decorate ad affresco, e che proseguono nel volume absidale formando un'altra cornice, con le stesse caratteristiche della precedente, che delimita l'altezza della parete e l'imposta della volta.

Questa cornice gira in parte sulla parete di fondo, si interrompe, poi prosegue solo disegnata con la curvatura prospettica dell'abside in modo da ottenere, con le sfumature di colore decorate ad affresco, l'illusione ottica del volume absidale.

L'ultimo elemento costituito dalla cappella, è anch'esso voltato a botte e diviso dalla navata da un arco a tutto sesto; è completamente dipinto di bianco a calce. L'arco appoggia su modanature identiche a quelle dell'altro arco che diventano cornici di ipotetiche colonne che peraltro non ci sono.

Le aperture delle grandi finestre nella navata sono leggermente strombate verso l'interno, mentre la piccola finestra del presbiterio è tagliata diritta nella muratura.

Una piccola porta è stata aperta sul lato sinistro del presbiterio e conduce in una stanza, ricavata dal volume dell'edificio adibito ad abitazioni, attualmente utilizzata quale piccola canonica. Da notare che l'apertura ha completamente danneggiato gli affreschi, peraltro scoperti molto recentemente, dimostrando così che tale volume anticamente non faceva parte della chiesa ma era di pertinenza dell'edificio adiacente.

CONDIVIDI SUI SOCIAL

COMMENTI (0)

LASCIA UN COMMENTO

Back to Top